La battitura del lino

Di rara bellezza è il ricordo preservato dalla fotografia che oggi vi proponiamo, una delle splendide immagini appartenenti all’Archivio Cristilli. Un istante reso eterno, sotto la luce che riempie tutto lo spazio. Un prezioso momento di vita contadina, il ritratto di un’esistenza semplice ma faticosa, che ci insegna più di quanto possiamo immaginare. Una fotografia di forte contrasto, non solo tra il nero e il bianco, ma anche tra i bambini e il lavoro pesante che svolgevano, nonostante la giovane età. Davanti ai nostri occhi scorre così una storia di famiglia, di complicità, di lavoro, di una maturità che già si poteva leggere sul volto del bambino. Parole come laboriosità, responsabilità, impegno erano (e sono ancora) portatori della sostanza della realtà contadina.

Come sempre, con l’aiuto vitale dei nostri utenti, riusciamo a ricostruire le storie legate a queste immagini, tante volte dimenticate tra le pagine del tempo. L’amico di Storylab Riccardo Schwamenthal, per esempio, ci spiega che l’antico strumento utilizzato per la battitura del lino che vediamo nell’immagine, costituito da due bastoni uniti fra loro da una striscia di cuoio, prende il nome di «correggiato». Qui siamo in una cascina dell’Alta Val Seriana, a Clusone, nel 1927. Il signor Riccardo, invece, ci racconta di una sua esperienza personale e ci trasporta negli anni Sessanta, nella provincia di Alessandria, dove è stato testimone di una simile pratica svolta da persone adulte che, mentre lavoravano, cantavano per mantenere il ritmo. Un ricordo ancora tangibile di un tempo passato di grande fascino.

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