I sette campanili

Le sette meraviglie. Sette campanili, per tacere di guglie, cupole, tegole, coppi, volte, arcate. Pietra su pietra, mattone su mattone, a dimostrazione di una devozione concreta, autentica, nei fatti prima che nelle parole.

Il segno distintivo della città alta di Bergamo sta tutto nel profilo irto di queste case, di queste chiese, di queste torri campanarie, che per effetto ottico in questa immagine paiono perfettamente allineate, sentinelle di spiritualità, cordone di protezione come lo erano le roccaforti sui rilievi che guardavano il Mediterreneo e segnalavano la minaccia dei Saraceni quando comparivano all'orizzonte, fosse mattino presto, giornata fatta o tarda sera.

Una città cambiata, Bergamo, senza aver cancellato la propria carta d'identità, il proprio stato di famiglia. E se il materialismo ha invaso ogni lembo di coscienza, quei campanili stanno a dimostrare che nella vita c'è dell'altro, una dimensione che forse ci sfugge ma non è meno reale di ciò che tocchiamo con mano e ha peso e consistenza.

P.S. Un solo rammarico abbiamo: non poterli qui udire, ascoltare, nel pieno della loro potenza, a campane spiegate, quando il suono e le vibrazione riempiono, oltre al cuore, pure l'aria.

Giorgio
Giorgio Bardaglio Giornalista

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